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Esercizi di riabilitazione motoria dopo interventi chirurgici al seno

Esercizi di riabilitazione motoria dopo interventi chirurgici al seno

Una mini guida facile ma pratica per la riabilitazione motoria dopo un intervento al seno che abbia comportato anche la dissezione ascellare (DA o svuotamento ascellare). La mobilizzazione precoce ha infatti il vantaggio di portare in breve tempo ad un recupero funzionale assoluto dell’arto che ha subito l’intervento di DA. L’osservazione metodica degli esercizi illustrati e l’assistenza del fisioterapista  permetteranno un’ottimale riabilitazione postoperatoria.

Dopo l’intervento si potranno avvertire alcune sensazioni nella sede dell’operazione. L’area della ferita può dare una sensazione di disagio o di tensione che rappresenta un decorso normale dopo un intervento chirurgico. Solo se la sensazione si tramuta in dolore importante, eventualmente accompagnato da febbre, si consiglia di sospendere gli esercizi. Queste sensazioni possono verificarsi per traumatismo chirurgico di piccoli nervi sensitivi. Le sensazioni sono molto variabili da una paziente all’altra e sono comunemente così descritte: senso di pesantezza, mancanza di sensibilità, formicolii, senso di goccia d’acqua fredda che scende lungo il braccio, bruciore…  Alcune donne avvertono maggiormente queste sensazioni in condizioni di stanchezza o per cambiamenti climatici. Tipico disturbo legato ad un nervo chiamato muscolocutaneo del braccio è l’insensibilità di un’area del braccio vicino all’ascella. In genere questi disturbi scompaiono appena le fibre nervose si sono rigenerate, in un tempo che va da qualche settimana ad un anno. Questi disturbi non dovranno interferire con la normale attività di tutti i giorni e con gli esercizi fisioterapici consigliati.

Gli esercizi motori vanno iniziati nella prima settimana dopo l’intervento chirurgico. Essi devono essere eseguiti per riacquistare completamente la motilità del braccio e della spalla dal lato dell’intervento e andranno ripetuti per tre volte al giorno. Durante l’esecuzione degli esercizi è fondamentale che il corpo rimanga sempre ben allineato (schiena diritta, spalle simmetriche, testa che guarda avanti ). Per raggiungere questo scopo è bene eseguire tali esercizi davanti allo specchio. Ricordate inoltre che tutta la giornata è un continuo esercizioil braccio infatti va usato per tutto quello che può essere la attività quotidiana; viene spontaneo usare poco il braccio dal  lato operato, come si si avesse paura di lederlo in qualche modo, in realtà il suo utilizzo è la cosa migliore che possiate fare per riprenderne presto e completamente la funzione.

La maggior parte delle pazienti riprendono una motilità normale in sei settimane. Talvolta dopo una quindicina di giorni dall’intervento potrete avere la sensazione di sentirvi più legate nei movimenti. Questo è dovuto alle fibre di riparazione cicatriziale a livello ascellare, ed è in questo periodo che viene richiesta la massima riabilitazione motoria. La respirazione profonda associata agli esercizi aiuterà ad ottenere un miglior rilassamento. Sedetevi comodamente e inspirate profondamente e lentamente in modo da espandere l’addome poi espirate lentamente buttando fuori tutta l’aria. Ripetete questo esercizio molte volte. Questa tecnica è utile durante lo svolgimento degli esercizi perché permette di avvertire minor disagio e tensione nell’area della ferita. Un senso di fastidio e modesto dolore possono essere normali durante lo svolgimento di tutti questi esercizi, e solo quando assumono intensità importante vi è controindicazione alla prosecuzione degli esercizi stessi. Effettuare regolarmente gli esercizi permetterà una diminuzione progressiva dei disturbi.

ESERCIZI

1. tecnica di respiro

Distese a letto, braccia lungo i fianchi, ginocchia piegate. Inspirate profondamente e lentamente dal naso, in modo da espandere l’addome al di sotto dell’ombelico, quindi espirate lentamente svuotando completamente i polmoni. Eseguite questo esercizio per qualche minuto.
 
2. aprire e rilasciare





Distese a letto, ginocchia piegate, flettete il braccio portando la mano sulla spalla, quindi portatelo in fuori mantenendo il contatto del gomito con il materasso fino ad avvertire una tensione a livello ascellare o pettorale (Fig. 1). Mantenete la posizione raggiunta rilasciando la muscolatura del braccio e della spalla eseguendo la tecnica del respiro per 30 secondi, quindi se la tensione è diminuita proseguite nel movimento di apertura fino ad avvertire nuovamente la sensazione di tensione che manterrete per altri 30 secondi (Fig. 2). Ritornate alla posizione di partenza. Ripetete l’esercizio 5 volte.

3. sollevare aprendo e chiudendo i pugni

Gomito disteso e braccio aderente all’orecchio. Distese a letto, braccia lungo i fianchi, ginocchia piegate. Sollevate lentamente le braccia parallele fino a portarle in posizione verticale, mantenete la posizione aprendo e chiudendo i pugni 5 volte (in modo da contrarre la muscolatura delle braccia) e ritornate alla posizione di partenza. Ripetere l’esercizio per 5 volte.

4. aprire e chiudere

In piedi o sedute con i piedi ben appoggiati per terra, intrecciate le mani tenendo la testa diritta. Lentamente sollevate le braccia sopra la testa. Superate dolcemente la testa e arrivate con le mani a toccarvi dietro il collo. Adesso aprite i due gomiti lateralmente e richiudeteli per 5 volte. Se doveste avvertire disagio nell’area della ferita, mantenete la posizione e lavorate con la tecnica del respiro: inspirate profondamente con il naso ed espirate lentamente con la bocca. La prima volta che eseguirete questo esercizio non riuscirete a raggiungere la posizione finale, ma con il passare dei giorni migliorerete progressivamente fino a raggiungere senza fatica tale posizione. Riportate lentamente le mani sopra la testa ed abbassate dolcemente le braccia. Attenzione: a) non inarcate la schiena  b) tenete la testa diritta.

5. risalire il muro di fronte

In piedi di fronte al muro ad una spanna da esso mettete tutte e due le mani contro la parete all’altezza delle spalle e fate salire le dita contro la parete parallelamente. Arrivate alla massima altezza possibile avvicinandovi completamente alla parete, fermatevi qualche secondo e ritornate nella posizione di partenza. Ripetete questo esercizio per 5 volte
Attenzione: non inarcate la schiena.

6. risalire il muro di lato

Avrete bisogno per questo esercizio di un pezzetto di nastro adesivo. In piedi con il fianco non operato rivolto verso la parete, a circa tre spanne da essa, appoggiate la mano sul muro all’altezza della spalla, utilizzando le dita risalite il muro distendendo il braccio e avvicinandovi completamente alla parete. Dove arrivano le vostre dita mettete un segno con un pezzetto di nastro adesivo. Ora eseguite l’esercizio nello stesso modo con il braccio operato, cercando di avvicinarvi sempre di più al segno che avete lasciato sul muro.Quindi allontanatevi dalla parete e scivolate con la mano fino all’altezza della spalla. Ripetere l’esercizio per 5 volte. Attenzione: mentre sollevate il braccio non inclinatevi dal lato opposto.

IL LINFEDEMA
Il “linfedema” è quel gonfiore alla mano, avambraccio o braccio che può comparire dal lato dell’intervento chirurgico. La frequenza del linfedema con la tecnica chirurgica di dissezione ascellare in cui vengono conservati muscoli e fasci neuro-vascolari è molto bassa ed è circa il 2%. La mobilizzazione precoce e gli esercizi di riabilitazione motoria sono un’ottima prevenzione del linfedema, che può essere evitato anche grazie ad alcuni accorgimenti. Potete usare un cuscino per appoggiare l’arto in modo che quando siete sdraiate il drenaggio venoso sia facilitato. Il rallentamento del drenaggio linfatico che si può avere dopo la rimozione dei linfonodi ascellari potrebbe predisporre alle infezioni, per cui vi consigliamo di proteggere la mano ed il braccio da ferite, punture, abrasioni e scottature. Se ciò avvenisse vi raccomandiamo di disinfettare accuratamente la parte. Se avete l’hobby del giardinaggio usate dei guanti protettivi. Nel caso si verificasse un’infezione, questa dovrà essere trattata dal medico con una terapia antibiotica. Sarà anche importante salvaguardare l’arto da possibili traumatismi non sollevando e non spostando grossi pesi ai quali non siete abituate. Evitate inoltre prelievi di sangue e/o flebo sul braccio operato. In caso di necessità utilizzate l’altro braccio.
N.B.: nel caso doveste avvertire, anche a distanza di anni dall’intervento il braccio, l’avambraccio o la mano più gonfi,  è opportuno che vi rivolgiate subito al fisioterapista.
Questi esercizi andranno eseguiti a casa e con regolarità (tre volte al giorno per 6 settimane), fino al raggiungimento di una completa ripresa motoria che dovrà avvenire entro le 2 settimane successive alla rimozione del drenaggio. Se così non fosse sarà indispensabile rivolgersi in un Centro di Riabilitazione.
Durante il trattamento radiante è opportuno garantire il mantenimento dell’elasticità dei tessuti irradiati, la risoluzione delle limitazioni funzionali dell’arto eventualmente presenti dopo l’intervento e la prevenzione di rigidità articolari e della stasi linfatica. Sarà quindi opportuno svolgere, durante ed eventualmente dopo tale terapia, tutti gli esercizi illustrati una volta al giorno per almeno due mesi. É in ogni caso consigliabile rivolgersi a un Centro di Riabilitazione, al fine di evitare l’instaurarsi di limitazioni funzionali.

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